Risotto con lenticchie e tanta sana energia

Questo risotto rispecchia la filosofia del “noi siamo ciò che mangiamo” infatti questo è un piatto unico e completo…non servirebbe null’altro in più per un pranzo equilibrato!

 

Ingredienti per 4 persone:

320 g di riso Carnaroli biologico DICRISTIANA 

300 g o q.b. di lenticchie precedentemente cotte e preparate (**), eventualmente avanzate da un pasto precedente;

brodo vegetale q.b. (preparato con sedano, carota, cipolla, gambi di prezzemolo, 1 foglia di alloro NO SALE)

olio extravergine di oliva freddo da frigo/burro freddo da freezer q.b.

qualche goccia di succo di limone o aceto di riso a piacere

Per la guarnizione:

polline fresco preso direttamente dall’apicoltore e conservato in frigo in un barattolo di vetro

nocciole “tonda gentile trilobata delle Langhe IGP” sgusciate e pelate

pistacchi di Bronte IGP

mango disidratato senza zucchero

Pepe nero macinato fresco q.b.

 

** lenticchie: lava le lenticchie secche, colale e mettile a rosolare con olio e trito di cipolla, sedano e carota e una foglia di alloro. Copri con acqua calda, porta ad ebollizione e lascia sobbollire a fuoco lento per 40’ con lenticchie di piccole dimensioni usate tal quali (per le lenticchie più grandi lasciale in ammollo per abbattere i tempi di cottura); se sai già che le lenticchie serviranno per il risotto, aggiungi molta acqua così la userai come brodo di cottura per il risotto 

 

Attrezzatura:

1 casseruola diametro 24 cm altezza 10 cm (meglio se fosse in rame stagnato per una perfetta ed uniforme conduzione del calore ed eventualmente in acciaio all’interno anziché stagno per una maggiore sicurezza) comunque delle dimensioni proporzionate alla fiamma del vostro fornello di casa!

1 pentola del brodo che deve essere tenuto caldo in temperatura

1 cucchiaio in legno

1 mestolo

1 colino per filtrare il brodo vegetale se contiene ancora le verdure

1 canovaccio pulito per coprire la pentola prima della fase di mantecatura

2 pattine per afferrare i manici e non scottarvi  nella fase finale di mantecatura

 

Procedimento:

poni sul fuoco la casseruola a secco o a piacere con un cucchiaio di olio e versa il riso Carnaroli quando il fondo della pentola è già caldo, per iniziare la prima fase: la tostatura.

Questa fase ha l’importante obiettivo di scaldare uniformemente i chicchi asciugandoli e creando una pellicola protettiva intorno ad essi che favorirà la tenuta di cottura, la fuoriuscita degli amidi in fase finale di mantecatura e la capacità di donare al risotto il tipico sentore di questo piatto! Questa è dunque una delle fasi più importanti da rispettare e dura 1-2 minuti sino a che il riso si dice in gergo che “canta” …il senso più profondo è …ascolta il riso che ti sta parlando e ti sta dicendo…è ora di bagnarmi con il brodo 

Sala il riso in questa fase di tostatura, per garantire che la sapidità entri all’interno del chicco.

 

N.B. Se desideri aggiungere una nota di acidità puoi sfumare con mezzo bicchiere di vino bianco e lasciare evaporare prima dell’aggiunta del brodo.

 

Aggiungi subito almeno 3 mestoli di brodo bollente, mescola delicatamente e adegua la fiamma affinché il riso continui a sobbollire nel brodo vegetale; con un timer calcola da questo momento 13 minuti di cottura; questo controllo ti consente di monitorare l’aggiunta del brodo man mano che questo viene assorbito dal riso verso il termine della sua cottura per evitare di avere troppo brodo nella fase finale (la capacità di assorbimento dei chicchi tende a diminuire sul finale di cottura). Solo di tanto in tanto muovi il riso muovendo la casserruola , usa il cucchiaio di legno solo se necessario.

Quasi a fine cottura aggiungi al riso le lenticchie calde, preparate precedentemente e amalgama con il riso.

 

N.B.se non hai del brodo pronto, non rinunciate a far un risotto, basta aggiungere acqua bollente e poi il sapore lo darai con l’aggiunta dei condimenti! In questo caso ricorda che hai a disposizione anche il liquido di cottura delle lenticchie 

 

Passati 13’ verifica che il riso abbia raggiunto il giusto grado di cottura, sapore e morbidezza.

Togli dal fuoco e copri la casseruola con il canovaccio e lascia riposare per 2 minuti cosicché la sua temperatura diminuisca leggermente e si predisponga ad incorporare gli elementi grassi e freddi che vai ad aggiungere nell’ultima fase detta di mantecatura.

Quest’ultima fase è molto importante perché dona al tuo piatto la naturale cremosità che  contraddistingue il “Risotto”!

Una volta aggiunti i grassi in quantità a piacere e senza esagerare per evitare di coprire il sapore degli altri condimenti, impugnando il manico della casseruola, muovila avanti e indietro ritmicamente così il riso all’interno creerà un’onda…e realizzi il perché si dice risotto all’onda, cioè hai ottenuto la consistenza perfetta per procedere all’impiattamento.

 

La dose ideale per la porzione da impiattare è quella di un mestolo da cucina. La consistenza morbida fa sì che il risotto, anche su un piatto piano, si disponga allargandosi in modo naturale in forma circolare; anche con l’aiuto di un piccolo colpetto sotto il piatto, otterrai velocemente il risultato.

Infine aggiungi una nota croccante disponendo con creatività a tuo piacimento le nocciole tagliate a metà, i pistacchi, i pezzetti di mango, il polline fresco e il pepe q.b.

Terminata la guarnizione, non resta che servire e gustare il tuo piatto unico, complimenti e…..

 

Buon appetito!

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